mercoledì 16 giugno 2010
Google abolisce dalla propia azienda i computer con Microsoft Windows per motivi di sicurezza
di G. L.
Da qualche giorno e sicuramente per il futuro prossimo, i dipendenti Google che vorranno continuare ad utilizzare un computer provvisto di sistema operativo Windows, dovranno richiedere un’apposita autorizzazione ai vertici aziendali. A partire dallo scorso mese di gennaio le piattaforme Microsoft sono bandite dagli uffici del grande colosso informatico Google, in seguito agli attacchi provenienti dal territorio cinese subiti dall’azienda nel 2009.
A renderlo noto sono alcuni impiegati della stessa azienda, con dichiarazioni ancora non confermate ufficialmente, ma che già stanno facendo il giro dell’intero Web.
In molti hanno scelto di passare a Mac, altri sono ora al lavoro su computers dotati di Linux, in modo da poter percorrere la scelta open source molto gradita a Google. Per alcuni l’occasione è quella giusta per testare Chrome OS.
La sicurezza dei propri sistemi e delle informazioni riservate è dunque il fattore primario che avrebbe spinto a una simile decisione. Windows è troppo vulnerabile agli attacchi come quello portato a termine lo scorso anno e Google non vuole rischiare una seconda disfatta sul campo.
È difficile non riconoscere sul fatto che, iniziando dal suo interno, quella di Google (attendendo sempre una conferma ufficiale) può essere letta anche come una mossa indirizzata a minare lo strapotere di Microsoft nel settore dei sistemi operativi. Le due realtà si combattono ormai da anni su diversi fronti: dai motori di ricerca, dove Google detiene di fatto il monopolio, ai client di posta elettronica online. In futuro lo scontro andrà in scena anche sul versante S.O. (sistemi operativi), attualmente assorbito quasi per intero dalle piattaforme Windows, ma che potrebbe progredire in direzioni fino ad oggi inaspettate.
Categorie: Informatica








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